Coronavirus, sindrome cinese: a Malpensa è corsa alle mascherine

La farmacia dell’aeroporto ha “bruciato” cinquantamila dispositivi di protezione in pochi giorni

Malpensa, 29 gennaio 2020 – Cinquantamila mascherine in pochi giorni: sono quelle vendute dalla farmacia all’interno dell’aeroporto di Malpensa a varie compagnie aeree. Ieri mattina il primo rifornimento dopo l’esaurimento delle scorte, in poche ore ne sono state vendute 50. La maggior parte è stata acquistata dai passeggeri, ma anche qualche dipendente aeroportuale l’ha voluta comprare. Oggi ne arriveranno altre 5000. Ieri mattina in aeroporto sono state attivate le misure di controllo decise dal ministero della Salute per evitare qualsiasi contagio da coronavirus, ma tra passeggeri e addetti aeroportuali c’è preoccupazione.

Il direttore della farmacia al Terminal 1, Hazem Hamdan, invita alla tranquillità: “In questo momento è da evitare ogni forma di allarmismo, le persone invece arrivano da noi preoccupate, c’è dunque bisogno di informazione per non alimentare la psicosi. Fondamentale informare, per questo ritengo importante un incontro della sanità aerea con noi, responsabili della farmacia e con il personale che lavora nello scalo per dare le informazioni necessarie. In questo modo si creano le condizioni per lavorare con più tranquillità”. Dentro l’aerostazione si aggirano alcuni passeggeri con la mascherina,. “L’ho messa per precauzione”, dice un italiano che poi si allontana diretto alle partenze. Alcuni viaggiatori entrano in farmacia, escono dopo aver acquistato la mascherina, qualcuno fa pure la scorta. “Le richieste sono continue – fa sapere il dottor Hamdan – le persone vengono da noi. Siamo il primo presidio sanitario che incontrano in aeroporto, hanno fiducia, chiedono informazioni e consigli, ci rendiamo conto che c’è molta confusione, cerchiamo di rassicurare facendo notare che noi ad esempio stiamo svolgendo il nostro lavoro senza mascherina. La preoccupazione è esagerata ma è generata proprio dal fatto che non sono adeguatamente informati. E oggi, ribadisco, è indispensabile informare, il rischio è di arrivare alla psicosi”