Sciopero aereo, 350 voli cancellati 13-14 Dicembre 2019

L’agitazione è prevista per 24 ore il 13 dicembre, ma alcune tratte odierne sono state annullate e ci sarà una coda di cancellazioni il giorno 14 dicembre. I sindacati chiudono allo spezzatino della ex compagnia di bandiera

 

MILANO – Prime avvisaglie questa sera, poi domani sarà il vero giorno di fuoco per il trasporto aereo. Lo hanno ricordato i sindacati oggi: “Domani sciopero nazionale di 24 ore nel trasporto aereo che interesserà piloti, assistenti di volo e personale di terra di Alitalia e Air Italy, nel rispetto delle fasce di garanzia 7-10 e 18-21”, spiegano dalla Filt Cgil, in merito alla protesta indetta unitariamente a Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo “per il perdurare delle crisi Alitalia e Air Italy, per una riforma del comparto che intervenga nella concorrenza tra imprese del settore, per norme specifiche contro il dumping contrattuale e per il finanziamento strutturale del Fondo di Solidarietà di settore”.

“Per Alitalia – spiega la Federazione dei Trasporti della Cgil – rigettiamo ogni ipotesi di spezzatino, chiediamo un piano industriale di vero rilancio che garantisca investimenti e crescita, senza sacrifici sul fronte del lavoro. Per Air Italy chiediamo il rispetto degli impegni presi con il piano industriale e l’applicazione del contratto nazionale di settore come riferimento minimo”. Aggiungono Claudio Tarlazzi e Ivan Viglietti della Uiltrasporti che alla ex compagnia di bandiera non è contemplata “qualsiasi ipotesi di smembramento e di taglio del numero dei dipendenti” e lo sciopero serve per dire “che non c’è più tempo da perdere. Ora è tempo di agire”. Il 17 dicembre è prevista una convocazione al Mise sulla partita: “Ci aspettiamo una riunione finalmente vera, dove vi sia chiarezza e il delineamento di un piano di lavoro condiviso per lo sviluppo di Alitalia attraverso investimenti, tratte di lungo raggio, manutenzioni e handling, una riforma celere del settore contro il dumping e che metta regole nel mercato per evitare la concorrenza sleale che sta mettendo in ginocchio le imprese italiane dell’indotto del settore, e con estrema urgenza il rifinanziamento del Fondo di solidarietà del settore, che scade il 31 dicembre”.